Due ambiti, due finalità: facciamo chiarezza
Il massaggio connettivale è una tecnica manuale che agisce sugli strati profondi del tessuto connettivo.
A seconda del contesto in cui viene applicato e degli obiettivi dichiarati, può rientrare in due ambiti distinti: sanitario o del benessere.
È essenziale fare chiarezza, perché la stessa tecnica, se applicata con scopi diversi, assume significati giuridici e professionali molto differenti.
Le manovre del massaggio connettivale
Nel massaggio connettivale si utilizzano manovre manuali che lavorano sugli strati più profondi del tessuto connettivo.
Queste manovre si distinguono da quelle di un massaggio rilassante perché:
- si eseguono con maggiore precisione e direzionalità;
- coinvolgono trazioni, pressioni e scivolamenti lenti;
- possono generare sensazioni intense o localizzate, ma sempre rispettose del corpo e della soglia della persona.
Nel contesto del benessere, queste manovre vengono adattate con attenzione, in modo da favorire la percezione corporea, il rilascio delle tensioni e una maggiore consapevolezza somatica, senza scopi terapeutici o riabilitativi.
Ogni trattamento viene personalizzato in base alla persona, al suo vissuto e alla risposta del corpo, mantenendo sempre un approccio olistico, empatico e rispettoso.
Massaggio connettivale in ambito sanitario
Quando il massaggio connettivale è utilizzato per trattare patologie o per fini riabilitativi, è considerato a tutti gli effetti un atto sanitario.
In questo contesto:
- può essere praticato solo da professionisti sanitari abilitati (fisioterapisti, massofisioterapisti, MCB);
- richiede una prescrizione medica o deve essere parte di un piano terapeutico autorizzato;
- rientra tra le competenze definite dal Ministero della Salute e regolate dal D.M. 741/1994;
- ogni uso improprio o da parte di non abilitati costituisce esercizio abusivo della professione (art. 348 c.p.).
Attenzione: anche dichiarare o promettere effetti terapeutici è sufficiente a sconfinare nell’ambito sanitario.
Massaggio connettivale in ambito del benessere
Il massaggio connettivale può essere praticato anche da operatori del benessere, purché nel rispetto dei limiti previsti dalle normative regionali sulle discipline bio-naturali.
In questo caso:
- non è un atto sanitario;
- non ha scopi terapeutici, diagnostici o riabilitativi;
- è finalizzato al rilassamento, al miglioramento della percezione corporea, al sostegno del benessere psicofisico;
- deve essere comunicato correttamente, senza usare terminologia medica;
- è regolamentato da leggi regionali (es. L.R. 2/2005 Lombardia, Toscana, ecc.) e delibere regionali specifiche.
Se praticato entro questi limiti, è assolutamente legittimo e rappresenta una risorsa preziosa nel campo del benessere naturale.
Aspetti legali e comunicativi
Un operatore del benessere non può in alcun modo:
- fare diagnosi;
- trattare o dichiarare di trattare patologie;
- utilizzare linguaggio che possa far intendere un effetto curativo o riabilitativo.
Può invece:
- parlare di distensione, rilascio delle tensioni, equilibrio energetico, consapevolezza corporea;
- operare in un contesto relazionale empatico e rispettoso, nel quadro delle discipline bio-naturali.
Conclusione
- Il massaggio connettivale terapeutico è atto sanitario e può essere eseguito solo da professionisti sanitari qualificati (fisioterapisti, massofisioterapisti, MCB).
- Il massaggio connettivale a scopo di benessere può essere praticato da operatori olistici formati, se usato correttamente e senza sconfinare nell’ambito sanitario.
- La differenza non sta nella manovra in sé, ma nello scopo dichiarato e nel contesto professionale in cui viene praticata.